Il tuo sito è fuorilegge? L’European Accessibility Act è già in vigore (e nessuno ti ha avvisato)
Dal 28 giugno 2025 c’è una legge che cambia le regole per migliaia di siti web italiani.
Non è una nuova normativa sulla privacy. Non è il GDPR. Eppure rischi sanzioni fino a 40.000 euro.
Si chiama European Accessibility Act — e probabilmente non ne hai mai sentito parlare. Pochissimi lo sanno. Meno ancora stanno facendo qualcosa.
Eppure riguarda te, il tuo sito, il tuo e-commerce.
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Parliamoci chiaro: cosa ho visto sui siti dei miei clienti
Lavoro con siti WordPress da oltre 14 anni. Ho progettato, sviluppato e ottimizzato siti per professioniste, PMI, non profit, concessionarie d’auto — in Umbria e non solo.
E in tutti questi anni, ho visto un problema ripetersi quasi sempre: i siti vengono costruiti pensando a com’appaiono, non a come funzionano per tutte le persone.
Immagini senza testo alternativo. Colori che un daltonico non riesce a distinguere. Moduli che uno screen reader non sa leggere. Navigazione impossibile senza mouse.
Errori che nessuno ha mai corretto, perché nessuno li ha mai cercati.
Fino ad oggi era (quasi) una questione etica. Da giugno 2025 è anche una questione legale.
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Cos’è l’European Accessibility Act (e perché riguarda il tuo sito)
L’European Accessibility Act — EAA — nasce dalla Direttiva UE 2019/882.
L’Italia l’ha recepita attraverso il D.Lgs. 82/2022, che ha esteso e integrato la Legge Stanca (Legge n. 4/2004), portando gli obblighi di accessibilità digitale anche alle imprese private, non solo alla Pubblica Amministrazione.
La data da tenere a mente è 28 giugno 2025: da quel giorno, tutti i nuovi prodotti e servizi digitali immessi sul mercato europeo devono rispettare i requisiti di accessibilità.
Ok, ma di cosa stiamo parlando concretamente?
Stiamo parlando del fatto che il tuo sito web deve essere utilizzabile da tutte le persone, incluse quelle con disabilità visive, uditive, cognitive e motorie.
Non è più una scelta. È un obbligo di legge.
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Chi deve adeguarsi (e chi — per ora — è escluso)
La domanda che mi fanno sempre: “Ma io sono una piccola realtà, riguarda anche me?”
La risposta è: dipende.
Sei obbligata ad adeguarti se la tua impresa ha:
- Più di 10 dipendenti
- Fatturato annuo superiore a 2 milioni di euro
Sono escluse in via di principio le microimprese (meno di 10 dipendenti E fatturato sotto i 2 milioni). Ma attenzione: l’esenzione non è automatica. Devi poter dimostrare che adeguarti sarebbe un “onere sproporzionato”.
Sono coinvolti:
- Siti e-commerce
- App e servizi digitali a pagamento
- Servizi bancari online
- Servizi di trasporto
- Piattaforme di comunicazione elettronica
- Servizi audiovisivi
Quindi se hai un negozio online, vendi servizi digitali, o gestisci una piattaforma di prenotazione — sì, riguarda te.
E se sei professionista con partita IVA e sito da qualche migliaio di euro di investimento? Meglio mettersi al sicuro oggi piuttosto che rincorrere dopo.
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Gli errori di accessibilità più comuni sui siti italiani
Ho fatto migliaia di ore di lavoro su siti WordPress. Quello che segue non è teoria — è quello che trovo quasi ogni volta che apro un sito da analizzare.
1. Immagini senza testo alternativo (alt text)
Ogni immagine significativa deve avere un attributo alt descrittivo. Gli screen reader — gli strumenti usati dalle persone non vedenti — leggono quel testo per “descrivere” l’immagine a chi non la vede.
Quante immagini sul tuo sito hanno alt="" o nessun attributo alt? Quasi tutte, scommetto.
2. Contrasto colori insufficiente
Il testo grigio chiaro su sfondo bianco è ovunque. È elegante, sì. Ma per una persona con disabilità visiva — o semplicemente in un ambiente luminoso con lo smartphone — è illeggibile.
Le WCAG 2.1 richiedono un rapporto di contrasto minimo di 4,5:1 per il testo normale. Moltissimi siti non ci arrivano nemmeno lontanamente.
3. Form non accessibili
Il tuo modulo di contatto: ogni campo ha un’etichetta (<label>) associata correttamente? Il messaggio di errore appare in modo comprensibile per uno screen reader?
Molto spesso la risposta è no.
4. Navigazione da tastiera non funzionante
Prova adesso: premi Tab sul tuo sito e naviga senza toccare il mouse. Riesci ad arrivare a tutte le sezioni? Il focus visivo si vede chiaramente?
Per le persone con disabilità motorie, la tastiera è l’unico strumento di navigazione. Se il tuo sito non la supporta, le stai escludendo.
5. Video senza sottotitoli
Hai video sul sito? Presentazioni, tutorial, testimonianze? Senza sottotitoli accurati, le persone sorde o ipoudenti non possono accedere al contenuto.
6. Struttura dei titoli (heading) non logica
H1, H2, H3 non sono solo formattazione visiva. Sono la struttura semantica della pagina — quello che gli screen reader usano per orientarsi. Un sito con un H3 prima di un H2, o con il titolo principale impostato come “grassetto” anziché come H1, è un labirinto per chi usa tecnologie assistive.
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Come verificare il tuo sito: gli strumenti pratici
La buona notizia è che ci sono strumenti gratuiti che puoi usare subito per capire dove sei.
WAVE (wave.webaim.org)
Inserisci l’URL del tuo sito e in pochi secondi ottieni una mappa visiva di tutti gli errori di accessibilità. È il tool più immediato e visivamente chiaro. Perfetto per avere una prima panoramica.
Google Lighthouse
Già integrato in Chrome DevTools (tasto F12 → Lighthouse). Genera un punteggio di accessibilità da 0 a 100 e indica esattamente cosa correggere. Ha il vantaggio di includere anche performance e SEO nello stesso report.
AXE DevTools
Estensione gratuita per Chrome e Firefox. Più tecnica di WAVE, ottima se hai uno sviluppatore che lavora sul sito. Identifica le violazioni WCAG con riferimenti precisi al codice.
Il mio consiglio: parti da WAVE per avere una fotografia immediata. Poi usa Lighthouse per il punteggio complessivo. Infine AXE per andare in profondità.
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Come correggere i problemi più frequenti su WordPress
WordPress — soprattutto con Elementor Pro — è un ecosistema potente, ma richiede attenzione per rispettare gli standard di accessibilità. Ecco da dove partire.
Plugin utili
Accessibility Checker (Equalize Digital): si integra direttamente nella dashboard WordPress e analizza ogni pagina pubblicata. Versione gratuita già molto utile per identificare errori comuni.
WP Accessibility: plugin leggero che risolve automaticamente alcuni problemi frequenti (focus visibile, skip link, attributi ARIA mancanti).
Cosa fare subito con Elementor
- Aggiungi alt text a tutte le immagini inserite nei widget
- Controlla che i bottoni abbiano testi descrittivi (non solo “Clicca qui” o icone senza label)
- Verifica che i colori di testo abbiano contrasto sufficiente nelle impostazioni del tema
- Assicurati che la struttura degli heading sia logica e gerarchica (un solo H1 per pagina)
- Aggiungi sottotitoli ai video caricati tramite il widget Video
Interventi tecnici sul tema
Se usi Hello Elementor (o Hello Elementor Child), hai una base già abbastanza pulita. Ma attenzione: molti template e kit grafici introducono codice non semantico. Un’analisi caso per caso è quasi sempre necessaria.
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Accessibilità e SEO: il bonus nascosto che in pochi considerano
Qui arriva la parte che di solito sorprende le persone con cui lavoro.
Rendere il tuo sito accessibile non è solo un obbligo legale. È anche un vantaggio competitivo su Google.
Perché?
Google legge il tuo sito come uno screen reader. Usa il testo alternativo delle immagini per capirne il contenuto. Usa la struttura degli heading per comprendere la gerarchia dei temi. Usa i link con testi descrittivi per capire il contesto delle pagine collegate.
Un sito accessibile è, nella stragrande maggioranza dei casi, un sito più comprensibile per i motori di ricerca.
In più, molte best practice di accessibilità migliorano direttamente i Core Web Vitals: caricamento più veloce delle immagini (grazie a lazy loading corretto), struttura HTML più pulita, meno elementi ridondanti nel codice.
Quindi adeguarti all’EAA non solo ti mette al sicuro legalmente — ti aiuta a posizionarti meglio organicamente.
Doppio vantaggio. Un solo investimento.
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Non aspettare che qualcuno bussi alla tua porta
Il problema con le normative è che le sanzioni arrivano sempre dopo, spesso quando meno te lo aspetti — a seguito di una segnalazione, un’ispezione, o un procedimento avviato da un utente che non riusciva ad accedere al tuo servizio.
Le multe previste in Italia possono arrivare fino a 40.000 euro. Per le imprese già soggette alla Legge Stanca, le sanzioni possono raggiungere il 5% del fatturato annuo.
Non sto dicendo questo per spaventarti. Lo dico perché ho visto troppi imprenditori aspettare che il problema si manifestasse prima di agire. E a quel punto il costo — economico, reputazionale, di tempo — è sempre molto più alto di quanto sarebbe stato fare le cose per bene dall’inizio.
Se vuoi capire a che punto è il tuo sito e cosa fare concretamente, posso aiutarti.
Faccio un’analisi di accessibilità, identifico i problemi prioritari e ti aiuto a costruire un piano d’azione realistico — senza parole tecniche incomprensibili, senza allarmismi inutili.
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PS — Una cosa che mi ha colpito quando ho approfondito l’EAA: in Europa ci sono circa 87 milioni di persone con qualche forma di disabilità. Sono clienti potenziali, utenti, lettori. Rendere il tuo sito accessibile non è solo rispettare una legge. È scegliere di non lasciare nessuno fuori dalla porta. E questo, al di là delle sanzioni, mi sembra un ottimo motivo per cui farlo.