La tua attività è su Google Maps, ma il profilo è mezzo vuoto. Sai quanti clienti stai perdendo ogni settimana?
C’è una cosa che mi colpisce ogni volta che lavoro con una nuova attività locale: il profilo Google Business è lì, esiste, ma è come se non ci fosse. Orari incompleti. Nessuna foto. Nessuna risposta alle recensioni. La descrizione copiata dal sito — quella di tre anni fa.
E nel frattempo, il concorrente a due isolati di distanza ha il profilo curato, aggiornato, pieno di recensioni con risposta, foto recenti, post settimanali. Indovina chi appare prima quando qualcuno cerca “parrucchiere vicino a me” alle dieci di sera dal telefono.
Lavoro nel digitale da 14 anni e mi occupo di marketing locale, siti web e campagne pubblicitarie. Una cosa che ho imparato è che Google Business Profile è uno degli strumenti più potenti che esistono per farsi trovare dai clienti nella propria zona — ed è gratis. Il problema è che la maggior parte delle attività lo usa al 20% delle sue possibilità.
In questo articolo ti spiego cos’è, perché nel 2026 è diventato ancora più importante di prima, quali sono le funzionalità principali, quelle nuove che in molti non conoscono ancora, e soprattutto quelle meno usate che fanno una differenza concreta.
Cos’è Google Business Profile (e perché non si chiama più Google My Business)
Google Business Profile — fino al 2021 conosciuto come Google My Business — è lo strumento gratuito di Google che permette alle attività commerciali di gestire la propria presenza nelle ricerche Google e su Google Maps.
Quando qualcuno cerca “ristorante aperto domenica sera a Bologna” o “idraulico urgente Roma”, i risultati che compaiono in cima — quel riquadro con la mappa e le schede delle attività — si chiamano Local Pack. Essere lì, in quella posizione, è l’obiettivo di qualsiasi attività locale che voglia farsi trovare online senza spendere in pubblicità.
Google Business Profile è esattamente lo strumento che ti mette in quel posto.
Non è un sito web. Non è un social network. È la scheda che Google mostra quando qualcuno cerca la tua attività — o un’attività come la tua — in una zona geografica specifica. È la prima cosa che vedono le persone. Spesso è l’unica cosa che vedono prima di decidere se chiamarti o andare da qualcun altro.
Perché nel 2026 è diventato ancora più importante
C’è una novità che cambia le regole del gioco, e la maggior parte delle attività locali non ne è ancora consapevole.
Google ha integrato le AI Overview nelle ricerche locali. Cosa significa in pratica? Quando qualcuno cerca “miglior commercialista a Lecco” o “idraulico aperto domenica a Milano”, Google può mostrare in cima ai risultati una risposta generata dall’intelligenza artificiale — prima ancora dei link tradizionali e delle schede normali.
Quella risposta attinge direttamente dalle informazioni presenti nei profili Google Business. Se la tua scheda è completa, la sezione domande e risposte è curata, e le recensioni menzionano i tuoi punti di forza, è molto più probabile che la tua attività venga citata nell’AI Overview per le ricerche rilevanti nella tua zona.
Se il profilo è vuoto o incompleto, non esisti nemmeno in quella risposta.
Il traffico locale si sta spostando sempre più verso ricerche conversazionali — “chi mi consiglia per…” — e Google risponde con sintesi automatiche. Non ottimizzare il profilo nel 2026 significa perdere visibilità in modo silenzioso ma costante.
Le funzionalità principali: quello che devi avere in ordine
Prima di parlare delle novità e delle funzioni avanzate, partiamo dalla base. Queste sono le sezioni che ogni attività dovrebbe avere compilate correttamente — e che molte hanno ancora incomplete o aggiornate male.
Informazioni di base: nome, categoria, indirizzo, orari
Sembra ovvio, eppure è qui che si fanno gli errori più frequenti. Il nome dell’attività deve essere quello reale — non aggiungere parole chiave extra per “aiutare” Google, perché è contro le linee guida e può portare alla sospensione del profilo.
La categoria è fondamentale. Se un ristorante si iscrive solo come “ristorante” invece di “ristorante di pesce” o “pizzeria napoletana”, perde tutte le ricerche specifiche che potrebbero portargli esattamente i clienti giusti. Google permette di scegliere una categoria principale e categorie secondarie — usale.
Gli orari devono essere aggiornati. Gli orari festivi, quelli delle chiusure straordinarie, quelli stagionali. Un profilo che dice “aperto” quando sei chiuso è peggio di nessun profilo.
Foto e video
Le attività con foto ricevono significativamente più richieste di indicazioni e più clic al sito rispetto a quelle senza. Non sono numeri inventati — sono dati documentati da Google.
Le foto devono essere reali, aggiornate e di qualità. L’esterno del locale (per far riconoscere il posto), l’interno, il team, i prodotti o il lavoro svolto. Non le stock photo generiche.
Nel 2026 Google interpreta le immagini con l’AI — le foto e i video influenzano direttamente la visibilità locale, perché l’algoritmo riesce a “leggere” cosa mostrano. Una foto di un piatto di pasta in un ristorante viene riconosciuta e associata alle ricerche rilevanti.
Descrizione dell’attività
750 caratteri disponibili. La maggior parte delle attività li usa male — testo generico, scritto una volta e mai più toccato. La descrizione deve rispondere alla domanda che il cliente ha in testa: “perché dovrei scegliere questa attività invece delle altre?”
Non è un curriculum. È un messaggio diretto a chi sta valutando se contattarti o meno.
Recensioni e risposte
Le recensioni sono il principale fattore di fiducia per chi non ti conosce. Ma la parte che quasi nessuno cura abbastanza è la risposta alle recensioni — sia positive che negative.
Rispondere alle recensioni positive rinforza il rapporto con il cliente e mostra agli altri che l’attività è attiva e presente. Rispondere a quelle negative — con calma, professionalità e senza polemiche — dimostra maturità e trasparenza. Chi legge le risposte spesso si fida di più di chi risponde male alle critiche rispetto a chi non ha recensioni negative.
Le funzionalità nuove del 2025-2026 che pochi conoscono
Queste sono le novità introdotte di recente. Se non le hai ancora attivate o esplorate, questo è il momento.
AI Overview locale: ottimizza le domande e risposte
Come accennavo prima, Google usa le informazioni del profilo per generare risposte automatiche nelle ricerche locali. Una delle fonti principali è la sezione Domande e risposte.
La mossa intelligente è non aspettare che i clienti facciano le domande — ma inserirle tu in anticipo, con le relative risposte. “Fate anche consegne a domicilio?” “Accettate animali domestici?” “C’è parcheggio nelle vicinanze?” Queste risposte vengono usate dall’AI per costruire la sintesi che appare nelle ricerche.
Chi lo fa si posiziona bene nell’AI Overview. Chi non lo fa, lascia che Google inventi le risposte attingendo da fonti meno precise.
Integrazione WhatsApp
Google ha introdotto la possibilità di collegare un numero WhatsApp direttamente alla scheda GBP. Le persone possono scrivere un messaggio all’attività senza dover cercare il numero, senza dover telefonare.
Per chi gestisce prenotazioni, preventivi o semplici richieste di informazioni, è un canale di contatto diretto che riduce l’attrito tra “mi interessa” e “ti contatto”.
Menu riconosciuto dall’AI (per ristoranti e attività di servizi)
Per ristoranti, bar e attività legate alla ristorazione: Google ora scansiona automaticamente i menu caricati come PDF o foto e li trasforma in un menu digitale strutturato nel profilo. Non serve inserire ogni piatto a mano — basta caricare il file e l’AI fa il resto.
Stessa logica per le attività di servizi: il catalogo dei servizi offerti viene letto e indicizzato, rendendo il profilo più visibile per le ricerche specifiche.
Google Verified badge
Introdotto a fine 2025, questo badge viene assegnato alle attività che completano il processo di verifica avanzata. Serve a segnalare agli utenti — e all’algoritmo — che l’attività è reale, verificata e affidabile. Non è automatico: bisogna richiederlo e completare le procedure di verifica.
Le funzionalità meno usate — ma che fanno davvero la differenza per le attività locali
Queste esistono da tempo ma sono quasi sempre ignorate. Eppure sono quelle che, una volta attivate, portano risultati visibili.
Post e aggiornamenti
Google Business permette di pubblicare post direttamente sul profilo — offerte, eventi, novità, aggiornamenti stagionali. Questi post compaiono nella scheda quando qualcuno cerca l’attività su Google, e contribuiscono a segnalare all’algoritmo che il profilo è attivo e aggiornato.
Un profilo che pubblica regolarmente viene premiato in visibilità rispetto a uno statico. Non serve scrivere romanzi — anche un post breve alla settimana, con una foto e una frase, fa la differenza.
Quasi nessuna piccola attività li usa. È un vantaggio competitivo facile da ottenere.
Prodotti e servizi con prezzi
Le attività possono caricare un catalogo di prodotti o servizi — con foto, descrizione e prezzo — direttamente nel profilo. Questi appaiono nella scheda e possono essere indicizzati da Google per le ricerche specifiche.
Per un’estetista che vuole apparire per “ceretta inguinale Roma prezzo” o per un idraulico che vuole farsi trovare per “sostituzione boiler Milano”, avere i servizi con i prezzi nel profilo è un vantaggio diretto sulla concorrenza che non li ha.
Attributi specifici per categoria
A seconda della categoria dell’attività, Google mette a disposizione degli attributi specifici che poche persone compilano. “Accessibile in sedia a rotelle”, “parcheggio gratuito”, “wifi disponibile”, “solo su appuntamento”, “accetta carte di credito”.
Questi attributi compaiono nella scheda e vengono usati da Google per filtrare i risultati nelle ricerche con requisiti specifici. Chi cerca “ristorante con terrazza e wifi a Torino” vedrà prima i ristoranti che hanno compilato quegli attributi.
Domande e risposte (usate in modo proattivo)
Lo accennavo prima a proposito dell’AI Overview, ma vale la pena ribadirlo come funzionalità a sé. La sezione Q&A del profilo è pubblica — chiunque può fare domande, e chiunque può rispondere. Compreso il proprietario.
La maggior parte delle attività non sa che esiste questa sezione e non la monitora. Il rischio è che arrivino domande senza risposta — o peggio, con risposte sbagliate date da chiunque si sia sentito di intervenire.
Inserire le domande più frequenti in anticipo, con risposte precise e curate, serve a informare i clienti, a controllare il messaggio e a ottimizzare il profilo per l’AI. Tre obiettivi con una sola azione.
Messaggi (e la risposta rapida)
La funzione messaggi permette ai clienti di contattare l’attività direttamente dalla scheda Google, senza uscire dalla pagina. Google monitora i tempi di risposta — e li mostra nel profilo.
Un’attività che risponde ai messaggi entro pochi minuti viene segnalata come “risponde rapidamente”. È un segnale di fiducia che influenza le decisioni di chi sta scegliendo tra più opzioni simili.
Da dove si comincia
Se non hai ancora un profilo Google Business, la prima cosa da fare è crearlo e verificarlo. La verifica richiede qualche giorno — Google invia un codice per posta o via video — ma è necessaria per controllare tutte le funzionalità.
Se il profilo esiste già ma non è ottimizzato, il punto di partenza è un audit: verificare che tutte le informazioni di base siano corrette e complete, controllare se ci sono sezioni vuote, capire quali funzionalità non sono ancora attive.
Non è un lavoro che si fa una volta e si dimentica. Google Business richiede attenzione continua — aggiornamenti, post, risposte alle recensioni, nuove foto. Non molto, ma regolare.
La buona notizia è che in Italia la maggior parte delle piccole attività locali gestisce il profilo in modo molto approssimativo. Chi lo cura con costanza si trova spesso in vantaggio rispetto alla concorrenza nella stessa zona, anche senza investire in pubblicità.
Se vuoi capire come sta il tuo profilo — o come ottimizzarlo per il tuo settore e la tua zona specifica — posso aiutarti a fare un’analisi concreta. Mi dici dove sei e cosa fa la tua attività, e ti dico cosa manca e cosa si può migliorare.
PS — Una cosa che non smette di sorprendermi: spesso le attività che compaiono per prime su Google Maps nella loro zona non sono le migliori, né le più famose, né le più longeve. Sono quelle che hanno semplicemente curato il profilo meglio delle altre. La visibilità locale su Google è uno dei pochi campi in cui la costanza batte quasi sempre il budget. Non serve essere grandi — serve essere presenti.